claustrofobia

Claustrofobia, Il terrore di non trovare una via d’uscita

La claustrofobia è sicuramente una delle fobie più diffuse. Essa è la paura di luoghi chiusi o troppo affollati, come ascensori, gallerie, cinema, metropolitane. Le persone che soffrono di claustrofobia manifestano malessere, sensazione di soffocamento, oppressione, e hanno l’impressione di essere rinchiusi o imprigionati ogni qual volta sono esposti alla situazione fobica.

Come per la maggior parte delle fobie, alcuni sintomi sono comuni: secchezza delle fauci, palpitazioni, sensazione di soffocamento, rossore, sudorazione fredda, nausea, vertigini, vampate di calore, panico,  iperventilazione.

L’esposizione alla situazione temuta, e talora anche solo l’idea di affrontarla, può far scattare un intenso attacco di panico. La persona che soffre di claustrofobia vive un terrore paralizzante e di conseguenza tende ad evitare tutte le situazioni “chiuse” che potrebbero far emergere nuovamente la claustrofobia.

Le persone con claustrofobia sono costrette a impostare le scelte di vita e la quotidianità in relazione al loro disturbo d’ansia e mettono in atto condotte di evitamento nei confronti della situazione ansiogena.

Nonostante la claustrofobia sia un problema molto diffuso, le persone che la vivono tendono a nasconderla e  trascurarla. Si pensa che forse un giorno la claustrofobia passerà da sola o al contrario che non c’è niente da fare. Tutto ciò, nel tempo, può far sì che la claustrofobia si strutturi come un’abitudine di vita, sostenuta da meccanismi cerebrali che si cronicizzano.

Le cause della claustrofobia, come quelle di tutte le fobie, sono molteplici e possono riguardare diverse aree. Riuscire a riconoscerle ne rende possibile la comprensione e di conseguenza l’elaborazione di strategie per la remissione dei sintomi.  Tra le cause più frequenti: si sta vivendo una situazione relazionale, affettiva o professionale che appare senza via d’uscita; siamo sottoposti a forti pressioni, richieste, aspettative e giudizi, a cui non ci si sottrae o non si può reagire; abbiamo vissuto un evento traumatico.

È molto diffuso l’uso di farmaci ansiolitici “al bisogno”, del tutto fuori dal controllo medico, per gestire l’ansia dovendo fronteggiare necessariamente certe situazioni temute. Tale strategia non ottiene altro che l’effetto di rafforzare la fobia.

Nel momento in cui la claustrofobia dura nel tempo è importante iniziare una Psicoterapia con uno specialista.

 

            a cura del

dott. Alessandro Di Martino

Psicologo – Psicoterapeuta

Napoli – Pianura – Vomero

349.8404089 – 329.7245049