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Il disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) è caratterizzato dalla presenza di pensieri ossessivi associati a compulsioni (particolari azioni o rituali da eseguire).Le ossessioni sono delle idee fisse, irrazionali che si presentano ripetutamente nella mente (esempio lo sporco, idee come “non ho chiuso il gas”, ricordare nomi e numeri ecc.). Le compulsioni, invece, sono dei rituali, dei gesti ripetitivi che una persona non può fare a meno di compiere altrimenti cade in ansia.

Secondo il DSM-IV, il DOC è caratterizzato da sintomi ossessivi e/o compulsivi (pensieri e/o comportamenti) che diventano fonte di marcata sofferenza e di un enorme spreco di tempo (più di un’ora al giorno) e interferendo con le normali attività quotidiane e con il funzionamento sociale e lavorativo del soggetto.

Cosa sono le ossessioni?

Per ossessioni si intendono dunque pensieri, impulsi, o immagini mentali che sono ricorrenti e persistenti, che causano ansia, che sono vissuti dalla persona come intrusivi ed incontrollabili. La persona tenta di ignorare o allontanare tali pensieri, oppure cerca di distrarsi con altri pensieri o azioni. Questa è una tentata soluzione che a volte funziona, ma il più delle volte no, ed inoltre, più la paura viene evitata e controllata, più questa sarà invasiva.

La persona è perfettamente consapevole dell’irrazionalità dei suoi pensieri, e che i suddetti sono un prodotto della propria mente. Pur riconoscendone l’irragionevolezza lotta costantemente per allontanarle dalla propria mente cercando di uscire dai labirinti mentali entro cui è rimasto imprigionato.

Cosa sono le compulsioni?

Le compulsioni, genericamente, si riferiscono al bisogno irrazionale di compiere determinate azioni, rituali, forme di pensiero in risposta a uno stato d’animo all’interno della persona. Possiamo così definirle:

  • Comportamenti o azioni mentali ripetitivi che l’individuo si sente obbligato a eseguire, come una sorta di rituale stereotipato (che può servire a “riparare” un “danno” oppure a diminuire l’ansia causata da un pensiero), per difendersi da una certa ossessione.
  • I comportamenti o le azioni mentali sono mirate a combattere le ossessioni;
  • Le compulsioni possono riguardare diverse tematiche come la contaminazione, il perfezionismo, l’ordine, il controllo.

I criteri diagnostici suggeriti dal DSM-IV per il DOC prendono in considerazione cinque punti:

  1. pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti, vissuti, in qualche momento nel corso del disturbo, come intrusivi e inappropriati, e che causano ansia o disagio marcati;
  2. i pensieri, gli impulsi o le immagini non sono semplicemente eccessive preoccupazioni per i problemi della vita reale;
  3. la persona tenta di ignorare o di sopprimere tali pensieri, impulsi o immagini, o di neutralizzarli con altri pensieri o azioni;
  4. la persona riconosce che i pensieri, gli impulsi, o le immagini ossessivi sono un prodotto della propria mente (e non imposti dall’esterno come nell’inserzione del pensiero).

Il disturbo ossessivo compulsivo comporterà un impegno giornaliero ed un grosso consumo di energie fisiche e mentali. Queste interferiranno significativamente con le normali attività giornaliere, il funzionamento lavorativo o scolastico, andando a compromettere anche le relazioni familiari.

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Utilità delle ossessioni

Da un punto di vista puramente pragmatico, l’effetto delle ossessioni è quello di totalizzare e catalizzare tutta una parte, spesso molto consistente, dei nostri pensieri ed energie.
Quello che posso osservare nella pratica clinica è come questo processo abbia spesso delle valenze terapeutiche importanti.     
Immaginiamo ad esempio due coniugi che litigano in maniera molto accesa l’uno con l’altro. Improvvisamente nella stanza irrompe il cane che inizia a rompere tutto e abbaiare. Il litigio viene interrotto e prende il sopravvento la necessità di occuparsi del cane, di controllarlo e calmarlo.  
L’ossessione, spesso, ha la funzione del disturbo del cane: togliere (spesso in maniera irruenta e improvvisa) l’attenzione da alcune situazioni che pensiamo non saper risolvere e che se affrontate ci farebbero soffrire maggiormente. L’ossessione catalizza su se stessa le nostre preoccupazioni e paure, proprio come fanno i così detti “pensieri fissi”: paradossalmente può tenerci compagnia e salvarci dal confrontarsi con altre questioni che a un qualche livello dentro noi temiamo possano generare un dolore ben maggiore.

Trattamento

Un trattamento efficace per il disturbo ossessivo-compulsivo è l’approccio sistemico relazionale. Questo  si pone una serie di domande sulla nascita del problema all’interno della rete di relazioni, cercando al tempo stesso di mettere in atto una serie di prescrizioni (esercizi mentali o di comportamento) che riescano in breve tempo a fare rientrare il problema.
Questo intervento psicoterapico permette di intervenire da una parte sul significato del sintomo, contestualizzandolo nel nostro momento di vita e nelle relazioni a noi vicine, dall’altra agisce sul sintomo fin dai primi incontri, rendendolo meno invalidante per la persona e chi le sta vicino.

a cura del

dott. Alessandro Di Martino

Psicologo – Psicoterapeuta

Napoli – Pianura – Vomero

349.8404089 – 329.7245049