Ansia, che cos’è

depressioneANSIA, che cos’è?

L’ansia è un fenomeno normale di cui tutti facciamo esperienza in continuazione seppure in misura e con frequenza molto variabile. Che cos’è l’ansia? E’ una dimensione inevitabile del vivere umano con cui è necessario confrontarsi quotidianamente.

L’ansia è uno stato psichico, prevalentemente cosciente, di un individuo caratterizzato da una sensazione di paura, più o meno intensa e duratura, che può essere connessa o meno ad uno stimolo specifico. L’ansia è una complessa combinazione di emozioni negative che includono paura, apprensione e preoccupazione, ed è spesso accompagnata da sensazioni fisiche come:

  • Palpitazioni,
  • Tremore interno,
  • vertigini,
  • dolori al petto e/o respiro corto,
  • nausea,
  • paura di morire,
  • paura di impazzire,
  • brividi o vampate di calore.

Le persone che hanno questo disturbo si sentono di temere qualcosa ma sono incapaci di esprimere specificatamente di che paura si tratti. Sentono costantemente un timore incontrollato e trovano molto difficile contenere e gestire le loro preoccupazioni. Possono presentarsi sintomi vari di diversa intensità e durata, che rendono difficile il compito di affrontare le normali attività quotidiane.

Prima di parlare di disturbi d’ansia è doveroso premettere che l’ansia di per se non è un fenomeno patologico, ma assolve un’importante funzione adattiva, quella di proteggerci da situazioni avvertite come pericolose. Questo è un meccanismo utile alla sopravvivenza. Il problema dei disturbi d’ansia è dunque la sua presenza eccessiva al di fuori di una situazione realisticamente pericolosa. Quando l’ansia è eccessiva, ingiustificata o sproporzionata rispetto alle situazioni, siamo di fronte ad un disturbo d’ansia, che può complicare notevolmente la vita di una persona e renderla incapace di affrontare anche le più comuni situazioni.                  

Da dove viene l’ansia?

Spesso gli attacchi d’ansia emergono in momenti chiave della nostra vita: dopo la scomparsa di una persona cara, nella fase di transizione dalla scuola al lavoro, alla nascita di un figlio, dopo un licenziamento, dopo la fine di una relazione sentimentale; insomma, dopo eventi che cambiano la nostra vita. Questi eventi provocano in noi forti emozioni che non riusciamo a superare. Tuttavia possono nascere anche senza un’apparente causa specifica. Gli attacchi di ansia possono manifestarsi a distanza di mesi o di anni dall’evento traumatico, quando la vita sembra tornata alla normalità. In realtà queste emozioni, cui in passato abbiamo negato la naturale espressione, sono rimaste bloccate e si sono accumulate dentro di noi, manifestandosi oggi come ansie e attacchi di panico.

L’ansia inoltre è figlia di un modo di pensare negativo e distorto. Immaginiamo situazioni pericolose e terribili e quindi automaticamente sentiamo la paura. Tanto ci turbiamo, quanto più i nostri sintomi diventano esagerati e ci sentiamo coinvolti in un circolo vizioso di sofferenza emotiva e fisica che cresce sempre più di intensità: es: (se si ha paura di avere le palpitazioni, si sta ad ascoltare continuamente il proprio cuore e ciò fa sì che il cuore aumenterà la frequenza delle pulsazioni).  
Possiamo comprendere che anche se abbiamo paura, sentiamo l’incertezza e le nostre gambe tremano, possiamo farcela, siamo in grado di affrontare le situazioni della vita.

                              a cura del

dott. Alessandro Di Martino

Psicologo – Psicoterapeuta

Napoli – Pianura – Vomero

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